Roma, un giorno da incubo
17th ott 2011
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C’è un lungo corteo di persone che parte da Piazza della Repubblica. C’è un gruppo con magliette arancioni con la scritta INDIGNATI, ci sono i No Tav, c’è anche chi sventola bandiere a favore dell’acqua pubblica
di Massimo Valicchia
Quello che state per leggere è il resoconto di una giornata di ordinaria follia realizzato da un fotoreporter che lavora a Roma. Le immagini non hanno bisogno di alcun commento, parlano da sole. Le parole, il racconto e la cronaca della giornata che ci ha inviato Massimo, invece, sono molto interessanti soprattutto per chi, come il sottoscritto, ha ancora forte in mente il ricordo di quanto vissuto a Genova dieci anni fa. Ancora Black Bloc, ancora violenza, ancora forze dell’ordine che faticano a isolare un blocco che non ha niente a che vedere con chi manifesta, ma che è organizzato come una piccola legione nera. Camionette in fiamme, banche assaltate, supermercati espropriati, telecamere distrutte, una violenza folle e cieca è la sintesi della loro presenza demenziale. Una testimonianza quella che vi proponiamo in calce che non ha la presunzione né di essere l’unica, né di rappresentare la verità in senso assoluto ma attraverso la quale è facile farsi un’idea propria di quello che è successo il 15 ottobre nelle strade della capitale.
Amedeo Novelli
Cammino fino alla testa del corteo e incontro famiglie che spingono bambini su passeggini, chi passeggia con un cane al guinzaglio, musicisti di strada che danzano e suonano percussioni.
Spuntano cartelli di carta scritti col pennarello rosso o nero per reclamare diritti ormai persi. C’è una parte dell’Italia che incontri tutti i giorni per la strada.
Poi ci sono un centinaio di persone con i caschi, con maschere antigas, vestiti di nero, bomber e felpe con il cappuccio tirato su. Si nascondo dietro uno striscione con la scritta: “Non chiediamo il futuro. Ci prendiamo il presente”. Le strade sono deserte, tranne via Cavour che il corteo ha iniziato a riempire. Un elicottero della Polizia controlla dall’alto. Dopo la fermata metro Cavour gli incappucciati fanno la prima mossa: bastoni e pali contro il supermercato Elite. Distruggono tutto, difesi da uomini pronti a schermarli, un vero e proprio servizio d’ordine che va contro chiunque abbia una videocamera o una macchina fotografica.
Pochi metri più avanti prende fuoco una Mercedes grigia. La vetrina di un ufficio postale è presa a bastonate mentre piovono uova marce. Lo stesso trattamento spetta alla filiale della banca Carim. Gli incappucciati passano, il resto del corteo aspetta dietro. Via dei Fori Imperiali. Gli altri manifestanti iniziano a gridare e a lanciare oggetti contro il gruppo degli incappucciati, i black bloc. In molti iniziano a capire che piega stia prendendo il corteo. Delle forze dell’ordine, elicottero a parte, finora nessuna traccia.
Avanza il corteo e supera il Colosseo, siamo su via Labicana. I violenti vengono isolati: gli altri manifestanti riescono a creare un piccolo vuoto fra loro e il blocco nero, composto da circa un centinaio di persone.
Sede della ManPower distrutta. Finalmente, anche se all’apparenza con poca coordinazione, iniziano le cariche della Polizia. I manifestanti si disperdono.
Una parte del corteo pacifico arriva a San Giovanni, un’altra parte è bloccata in via Merulana. Corro a Piazza San Giovanni. Ormai tutto è fuori controllo. La parte violenta dei manifestanti attacca le forze dell’ordine con lacrimogeni, bombe carta, fumogeni. Ogni tanto una camionetta della Polizia prova a disperderli. Sotto le scale della basilica sono centinaia i ragazzi che aspettano seduti.
Partono gli idranti e con loro si scatena la confusione e dilaga il nervosismo. Alcuni poliziotti e carabinieri in tenuta antisommossa, dopo ore di guerriglia, se la prendono anche con i manifestanti a volto scoperto, pacifici, che (come a Genova – ndr) restano imbottigliati tra forze dell’ordine e black bloc. Ce n’è anche per giornalisti, fotografi e videomaker che stanno seguendo gli scontri.
In tarda serata la situazione si normalizza. In piazza San Giovanni e nelle zone limitrofe restano i danni pronti ad essere contati.
Cronaca di un disastro annunciato.
Tags:15 ottobre, 2011, black bloc, carabinieri, corteo, distruzione, guerriglia, indignati, manifestazione, polizia, rome, san giovanni, strike
This entry was posted on lunedì, ottobre 17th, 2011 at 19:22
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